Valter Malosti porta in scena l’irripetibile opera prima di Primo Levi, il libro di avventure più atroce e più bello del ventesimo secolo.
Una voce che nella sua nudità sa restituire la babele del campo di concentramento – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte. La voce di Primo Levi è la voce che più di ogni altra ha saputo far parlare Auschwitz: la voce che da oltre settant’anni, con Se questo è un uomo, racconta ai lettori di tutto il mondo la verità sullo sterminio nazista. È una voce dal timbro inconfondibile, mite e salda: «considerate che questo è stato». La voce è quella del testimone protagonista, ma i suoi registri sono molti. La voce di Se questo è un uomo contiene in realtà una moltitudine di registri espressivi, narrativi, percettivi e di pensiero. Questi registri, questi fotogrammi del pensiero nel suo divenire sono la vera azione del testo. Riflessioni, guizzi, rilanci filosofici e psicologici, flash-back e flash-forward, “a parte” cognitivi.
“Volevo creare un’opera – dice Malosti – che fosse scabra e potente, come se quelle parole apparissero scolpite nella pietra. Spesso ho pensato al teatro antico mentre leggevo e rileggevo il testo. Da qui l’idea dei cori tratti dall’opera poetica di Levi detti o cantati”.
dall’opera di Primo Levi (pubblicata da Giulio Einaudi editore)
condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti
uno spettacolo di e con Valter Malosti
con Antonio Bertusi e Camilla Sandri
scene Margherita Palli
luci Cesare Accetta
costumi Gianluca Sbicca
progetto sonoro G.U.P. Alcaro
tre madrigali (dall’opera poetica di Primo Levi) Carlo Boccadoro
video Luca Brinchi, Daniele Spanò
produzione
TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
in occasione del 100° anniversario dalla nascita di Primo Levi (1919/1987)
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durata spettacolo 2 ore
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IN OCCASIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA
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MERCOLEDÌ 26 ore 21:00
GIOVEDÌ 27 ore 21:00