Leonardo Lidi mette in scena un altro grande classico: Il gabbiano, prima tappa di una trilogia su Anton Cechov: Il gabbiano – Zio Vanja – Il giardino dei ciliegi.
Ne Il gabbiano l’autore sembra interrogarsi sulla differenza tra Simbolismo e Realismo, sul senso critico del teatro rispetto al suo pubblico, ma alla fine – contro ogni pronostico – arriva la vita.
“Un Gabbiano viene ucciso per la mano vigliacca di un giovane in riva al lago e, se potesse parlare, avrebbe tutto il diritto di chiedere al suo assassino, il giovane Konstantin, il perché di tanta ingiustificata cattiveria. E Konstantin potrebbe balbettare qualcosa sulla sua infelicità e su quanto non sia corrisposto dalla giovane Nina. Qualcosa tipo: io voglio lei, lei non vuole me e io mi prendo il diritto di ucciderti, spararti, ferirti, perché il mio dolore è più importante della tua vita. Ecco il maledetto amore, alibi e distruttore in un mondo in cui la cattiveria lascia sempre qualcuno a ballare con la scopa. Non volare più perché uccisi da un amante non corrisposto. Cechov si commuove delle semplici tenerezze che ci fanno tanto penare. Ci dice che nessuna situazione si può gestire fino in fondo; ci abbraccia raccontandoci che la mania di controllo che tanto ci tranquillizza va mandata lentamente a quel paese. Perché in fin dei conti chi ama è sempre sconfitto e la sconfitta in amore ha una sincerità tale che unisce la gran parte di noi. Come in un lago di pesci confusi”. Leonardo Lidi
regia Leonardo Lidi
con (in o.a.) Giordano Agrusta (Semen Semenovič Medvedenko), Maurizio Cardillo (Evgenij Sergeevič Dorn), Ilaria Falini (MaŠa), Christian La Rosa (Konstantin Gavrilovič Treplev), Angela Malfitano (Polina Andreevna), Francesca Mazza (Irina Nikolaevna Arkadina), Orietta Notari (Petr Nikolaevič Sorin), Tino Rossi (Il’ja Afanas’evič Šamraev), Massimiliano Speziani (Boris Alekseevič Trigorin), Giuliana Vigogna (Nina Michajlovna Zarečnaja)
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Franco Visioli
assistente alla regia Noemi Grasso
foto Gianluca Pantaleo
produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
in collaborazione con Spoleto Festival dei Due Mondi
—
durata spettacolo 1 ora e 50
—
Mer 30 Nov 2022 - 20:45
Gio 1 Dic 2022 - 19:30
Ven 2 Dic 2022 - 20:45
Sab 3 Dic 2022 - 18:00
Dom 4 Dic 2022 - 17:00
REPLICA AUDIODESCRITTA / PROGETTO TEATRO NO LIMITS